Giovanni Paganini

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Lo scultore #Giovanni Paganin nasce ad Asiago, sull’omonimo altopiano in provincia di Vicenza, nel 1913. Esercita il mestiere di falegname ebanista, grazie all’aiuto del padre capomastro, realizzando allo stesso tempo le sue prime sculture in creta e gesso. Nel 1938 decide di trasferirsi a Milano e praticare l’attività di scultore. Frequenta l’ambiente milanese, inserendosi subito nella Bottega di Corrente, dove viene allestita con successo la sua prima mostra personale nel 1941, con la presentazione di Duilio Morosini. Richiamato alle armi e inviato al fronte albanese, Paganin rientra a Milano, dopo varie vicessitudinim solo nel 1945, dove, l’anno successivo, firma lo storico manifesto Oltre Guernica insieme a Morlotti, Testori, Vedova, Cassinari e altri critici e artisti. Nel frattempo nel 1943 aveva sposato la pittrice Dolores Vescovi. Nell’autunno del 1946, a causa di una grave forma asmatica contratta in guerra, è costretto a ritornare al suo paese d’origine. Durante il forzato ritiro ad Asiago, nonostante le precarie condizioni di salute, Paganin scolpisce statue in legno che presenterà poi, nel 1947, alla Galleria Borgonuovo di Milano. E’ la sua seconda personale, accolta con grande fervore ed entusiasmo dalla critica, in particolare da Marco Valsecchi e Carlo Carrà. La malattia non gli impedirà di partecipare in quegli anni alle maggiori rassegne espositive nazionali: nel 1947 è invitato alla quadriennale di Torino; nel 1948 alla biennale di Venezia. Nel 1952, guarito dalla malattia, ritorna finalmente a Milano. In quello stesso anno comincia a insegnare all’Accademia di Brera, ma solo nel 1961 vince la cattedra di Figura e Ornato al liceo artistico di Venezia e poi di Milano. Mentre insegna, continua la sua attività di scultore, partecipando a rassegne e mostre collettive. Nel 1957 realizza la terza personale presso la Galleria delle Ore. Più volte è presente al premio internazionale del Bronzetto di Padova e alla Biennale Nazionale d’Arte “Città di Milano” della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente. Risale al 1962 la personale alla Galleria dell’Annunciata, con la presentazione di Mario De Micheli, e , nell’anno successivo, la personale alla Galleria del Milione curata dal noto critico d’arte e scrittore Giovanni Testori. Nel 1964 vince il premio del concorso “La Bibbia, oggi” con la scultura La Cacciata. Nello stesso anno esce per i tipi del Milione una monografia curata da Giovanni Testori. Sempre nel 1964 viene invitato con uno spazio personale alla Biennale di Venezia. La lunga amicizia tra lo scultore e Giovanni Testori culmina nella grande antologica allestita presso la Rotonda di via Besana a Milano, nel 1978. La mostra è accompagnata da uno straordinario saggio critico dello scrittore. A partire dal 1978, pur partecipando a importanti rassegne e a esposizioni collettive, la sua vita si fa più ritirata, chiusa in un’intensa attività di lavoro in cui sempre più spazio conquista la pittura. Continua nel frattempo a insegnare. Nel 1982 gli viene offerta la cattedra di nudo all’Accademia Albertina di Torino; tre anni dopo, per raggiunti limiti d’età, lascia l’insegnamento. Scompare a Milano nella primavera del 1997. Tra le importanti retrospettive ricordiamo nel 1999, a due anni dalla morte, la mostra “Giovanni Paganin. Sculture 1940-1985” al palazzo della Permanente di Milano, curata da Marina Pizziolo e, nel 2000, la mostra “Omaggio a Giovanni Paganin”, presso il Museo Civico Floriano Bodini ddi Gemonio, curata da Claudio Rizzi.

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